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    January 13

    XLIV sonetto - Pablo Neruda-

    Saprai che non t'amo e che t'amo
    perché la vita è in due maniere,
    la parola è un'ala del silenzio,
    il fuoco ha una metà di freddo.

    Io t'amo per cominciare ad amarti,
    per ricominciare l'infinito,
    per non cessare d'amarti mai:
    per questo non t'amo ancora.

    T'amo e non t'amo come se avessi
    nelle mie mani le chiavi della gioia
    e un incerto destino sventurato.

    Il mio amore ha due vite per amarti.
    Per questo t'amo quando non t'amo
    e per questo t'amo quando t'amo.

     

    2008

    Faccio un breve sunto di questo 2008, appena iniziato e che già mi ha sconvolto la vita!!!
    Bene, da dove incomincio? La mia vita è così incasinata, articolata in settori che lavorano a compartimenti stagni.
    Un equilibrio così labile che funziona grazie alla perfetta consapevolezza delle diverse Miss che vivono,
    pensano, amano, distruggono e creano tutte rinchiuse dentro questo involucro di carne che indossa enormi occhi verdi,
    capelli biondi, tutte rinchiuse in questo profilo di epidermica e lipidica strabordanza.
    Quindi: incominciamo dal punto forte, il più importante: il lato professionale.
    SONO STATA RIASSUNTA NELL'AZIENDA DOVE HO LAVORATO PER 9 MESI IN SOSTITUZIONE MATERNITA'.
    TEMPO INDETERMINATO, STIPENDIO DA SOGNO, E POSSIBILITA' DI DARE SFOGO ALLA MIA AMBIZIONE.
     
    Sono orgogliosa di me stessa, raccoglo i frutti di un lavoro duro, raccolgo i frutti di un'inflessibilità che cozza
    in pieno con l'impulsività con cui vivo la mia vita sentimentale. 
    Venerdì partirò per Madrid per festeggiare i 50 anni dell'azienda, insieme ai miei adorati colleghi, un week end che sognavo
    e che mi sono conquistata. Tocco il cielo con un dito.
    Sono così entusiasta che, ora, tutti i miei problemi personali mi paiono superficiali e sciocchi. Inutili.
    Ho 25 anni, e ho raggiunto un obiettivo importante che ho desiderato e per cui ho lottato..mi sento forte e soddisfatta.
    E' una sensazione che riempe, soprattutto se relazionata alla mia situazione degli ultimi 2 anni, dalla depressione causata
    dalla mia eterna sensazione di non essere adeguata, dalla costante sensazione che tutti i miei sforzi per dimostrare il mio valore
    fossero vani, dall'implacabile attitudine al circondarmi di persone sbagliate.
    Dalla reazione, forte e totalitaria che mi ha portato alla scrematura delle "amicizie" alla fuga a Forlì, al ritorno accompagnato dalla traumatica scoperta
    che i problemi ti aspettano lì dove li hai lasciati finchè non li affronti a spalle larghe.
    E poi 7 mesi di lavoro in un lager, senza finestre, continuamente sommersa di insulti e con il motto imperante di :"Lei non è pagata per pensare ma per eseguire in silenzio".
    Il crollo, l'incontro con lui che mi ha sabotato l'anima e continua a farlo, la reazione, la rabbia l'abbandono dell'inferno,
    il nuovo lavoro in paradiso, e lui sempre accanto. Il sesso, disperato, tramutato in abbracci mozzafiato, in lunghe chiaccherate
    in sguardi profondi e rivelatori. Regalare il mio cuore all'abisso, consapevolmente.
    La fine della sostituzione maternità, un nuovo lavoro iniziato con il vuoto nella testa. Lui che scompare, la notizia traumatizzante, il crac e la scoperta della sua importanza.
    E ORA? Ora il mio lavoro che mi da la certezza del mio valore, che mi da la possibilità di progettare e costruire il mio futuro.
    Il martello dell'università che riprende a picchiare nella mia testa, la preparazione al giorno della sua definitiva dipartita dalla mia vita.
     
    Vivo così tante vite che a volte fatico a capire quale sia quella reale. Ma va bene così, perchè ho imparato a capire quali sono le mie priorità.
    Ho ambizione da vendere e capacità per realizzarle, ma questo toglie tempo e preparazione al resto.
    Se sono destinata a rimanere sola, ebbene, che questo accada perchè io ho inseguito e tentato di realizzare i miei sogni.
    Se devo accusare qualcuno voglio che quel qualcuno sia io stessa. Non voglio arrivareun domani a sfogare le mie frustrazioni su un compagno o dei figli,
    non voglio recriminare a qualcuno di aver ostacolato o impedito la mia realizzazione.
    E questo è quanto.
     
     
     
     
     
    January 04

    Dammi la forza

    Dammi la forza, ti prego, di cambiare. Fammi ritornare adolescente.
    Dammi la forza per essere coraggiosa, per non farmi fuggire di fronte al suo sorriso che mi inquieta.
    Dammi la forza per viverlo, anche se non mi sento alla sua altezza.
    Dammi la forza per fargli capire che dietro la mia durezza difensiva c'è la paura..
    quella che suscita il mio cuore che batte all'impazzata quando mi è vicino.
     
    Voglio che tutto sia perfetto. Voglio essere perfetta.
    Non so se lui sia stato mandato a me per calmarmi o io a lui per dargli il vigore della follia..
    non so nulla se non che mi toglie il fiato e mi spezza le parole in gola.
     
    Dammi la forza per chiedergli scusa.
    January 02

    Welcome 2008!!!!!!!!!

    A TUTTI VOI L'AUGURIO CHE QUESTO 2008 SIA FORIERO DI SPLENDIDE NOVITA'!!!!!
     
    con affetto e fiducia
                                                               Miss T

    Soffia via

    Una carezza, lieve come soffio di vento primaverile, velluto sulla sua pelle arida. Nelle sue viscere contorte la bufera del turbamento: una cascata di emozioni che non trovano spiegazione, un fremito lieve e dolcissimo. Un’altra carezza, e i suoi occhi paiono cedere come preda di un incantesimo.
    Si conoscevano da tempo, ed ora erano lì, destini incrociati da una spallata fortuita. Un’altra carezza e il mondo attorno smette di esistere, come se il tempo fosse imprigionato nel meccanismo rotto di una clessidra che rimane in bilico perfetto tra quello che è stato e quello che sarà. Si ritrova bambina, con il ginocchio aggredito dalla prima, traballante, fuga in bicicletta e lui accanto, premuroso e beffardo a soffiare sulla quella piccola ferita d’indipendenza: “non preoccuparti, non è niente, vedrai tra poco passa” e soffia e cancella via le sue lacrime. Quanto tempo è passato da quel giorno? Anni, ormai è una donna, la più cocciuta e dura pellaccia in circolazione..lui la guarda e sembra che, invece, per i suoi occhi il tempo non sia passato, in loro è ancora semplice scorgere quel piccolo impertinente e affettuoso bambino che le soffiava sulle sbucciature, lui è quello che le dava ripetizioni di matematica, sapendo quanto inutili fossero,e che poi, soffiava via il voto, pessimo oltre ogni previsione. Lui, la mente quadrata che cozzava disperatamente contro l’infinità della sua, lui la ragione, lei l’impulso. “Allora il concetto di limite descrive l’andam…” il libro chiuso con forte tonfo: “Eddai a cosa vuoi che servano i limiti a 17 anni?”  e come poteva darle torto? “I limiti sono alla base della matematica analitica, se non capisci quelli, e dubito fortemente che accadrà, non avrai speranze alla maturità” sentenziava con lo spirito rivoltato dalle risa leggere.  

    Quanto tempo è passato da quel giorno? Anni, ormai è una donna..
    Sorride, persa in questa verità: soffia via il fumo della sigaretta aspirata, soffia via il caldo del desiderio che l’ha avvolta. Un altro frammento, quel gesto delicato che ha sempre adorato provenire da un altro e sentirlo così familiare, senza capirne il perché che le viene sbattuto davanti agli occhi, sottoforma di sorriso, ora, che dalla botola della memoria è stato spostato il masso della disillusione.  Quel gesto unico che sanciva una labile esclusività, soffiami addosso fai sparire il tradimento di cui mi sono macchiata amandoti senza riserve, soffia via il mio orgoglio per permettermi di accettarti così..nel buio di questa via che percorro a tutta velocità senza curarmi del muro che mi attende alla fine.

    Quanti viaggi vi hanno diviso? E in quanti avete portato un po’ di voi in ognuno di essi?
    Un’altra carezza, lui è ancora lì ed è sempre più vicino, ogni suo  movimento porta con sé l’indecifrabile piacere dell’attesa, ogni millimetro che mangia acuisce la paura. Perdersi in quell’accogliente soffio dell’anima, chiuderne le orecchie agli avvertimenti, lasciarlo fare, mentre desidera che il suo soffio delicato si mischi a quello del suo respiro.
    Non voglio più stordirmi l’anima..