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日志


11月30日

Quattrodieci

E' il 30...l'ultimo giorno! Il compleanno del mio Papone adorato: Tanti auguri Papi!
E tanti auguri anche a me che mi appresto a iniziare una nuova avventura. Un po' mi tremano le gambe, ma ce la farò.
Nel pc gira ininterrotto il  nuovo cd dei Subs, atmosfere psichedeliche, dense e graffianti. Mi piace proprio,
mi ci ritrovo in tanti brani. Permettergli di circolarmi dentro è stato estremamente semplice: si avvicina il concerto e sono pronta.
Tra i tanti ce n'è uno che mi tocca particolarmente"Quattrodieci" dedicato alla loro amica/fotografa scomparsa.
E' più semplice assimilare la  morte, quando viene affogata nella musica, forse avrei dovuto provarci prima.
Non lo so. Fatto sta che sto facendo passi da gigante. L'accettazione è la prima cosa, ma per me è sempre stato impossibile.
Ne parlo, ora, ma con la sensazione di parlare di qualcosa che non sia mai accaduto.
La prima volta che incontrai la morte avevo 19 anni, e questa si prese un amico, uno di quelli con cui sei cresciuta, uno di quelli
che a ricordarlo da piccolo non potevi credere a quello che era diventato. Uno di quelli che avevano sempre il sorriso, uno di quelli
che un abbraccio non si nega mai, uno di quelli che nonostante la vita prosegua e le strade si dividano veniva apposta a toccarti
dentro per un: "ciao come stai?". L'ultima volta che l'ho visto aveva fatto un giro in bici, e indossava una maglietta orrenda, "Ehi Edo, se la compravi bella la pagavi di più?" 
il suo sorriso accondiscendente: "Dai è solo per andare in bici". 
La morte lo aspettava su una curva, chissà se lui l'ha vista prima dello schianto, prima che il guardrail lo accompagnasse contro quel palo.
Dopo una sera di festa, dopo aver salutato gli amici, chissà se se lo sentiva che era l'ultima volta. Ancora fatico, io non posso accettare.
Non sono andata al funerale, non sono mai andata al cimitero, io non posso affermare che quella tomba
esista. Io, così, non posso affermare che lui davvero non ci sia più.
Ben più difficile è aggirare la seconda visita della morte, 3 anni fa, infatti, ha deciso di portarsi via anche mia zia. La seconda mamma dell'infanzia.
Ha deciso, una mattina di Dicembre e ha portato a compimento la sua opera in 6 mesi, se l'è ripresa il giorno del suo 45 compleanno.
Lei sicuramente la morte l'ha vista, probabilmente ci ha anche parlato, spero gli abbia chiesto perchè e spero che ne abbia avuto risposta, perchè io,
ancora, l'aspetto. Ricordo il giorno del funerale, i parenti del Veneto in casa, affisso sui cartelloni di Cameri il mio cognome e il suo nome. Fissa, questa è una
prova che io non posso ignorare. La rabbia, di fronte alla tranquillità dei parenti:"Come stai??" Ma come volete che stia? Di merda, grazie. "Non fare così?"
E come devo fare? Lei non c'è più, lei che mi faceva il caffè la sera e che aspettava solo di vedere finalmente suo figlio sposarsi. Lei che passava col motorino
sotto casa e suonava per salutare. Lei non c'è più, posso piangerla come meglio preferisco? Io sono viva e sto male, e questo è il mio modo.
Io detesto la morte, e non voglio vivere da morta vivente, ma non so accettarla, non so farmene una ragione. Io non so affrontarla, io la visualizzo
e cambio strada. Non so pensare alla totale assenza, pensare che chi hai accanto un domani non ci sarà più e non ci sarà modo di rivederlo.
Svegliarsi la mattina e avere accanto il nulla che ha preso il posto dei gesti quotidiani, dei saluti dei litigi. Non sono ancora pronta.
Prima o poi andrò a trovare i miei cari, ma solo quando sarò disposta a metabolizzare quello che i miei occhi vedono, solo quando nelle mie orecchie
si sarà spenta la loro voce. Fino ad allora mi vivranno accanto e non sicuramente chiusi in un loculo. 
 
 
 
11月29日

PACE FATTA

Oggi mi godo la tranquillità della pace. La pace ritrovata, la pace fatta. 
E stato fondamentale scendere a compromessi per riaverla, ma per una persona importante, perchè essa possa rientrare nelle tua vita,
pr riavere il tuo amico di sempre è accettabile. Ho promesso di contare fino a 10 prima di esplodere, coi miei modi bruschi,
con le persone e care...e ho promesso, che proverò, a contare almeno fino a 5 prima di sbottare con coloro che non sopporto.
La prima parte è decisamente più semplice...sulla seconda mi sono tenuta delle porte aperte, delle scappatoie.
E' così rassicurante sapere, dopo mesi di assoluto silenzio e orgogliosa indifferenza,  che potrai di nuovo comporre quel numero
per condividere le tue gioie, le tue vittorie con una persona che può goderne con te. E' infatti questo che, a mio avviso, distingue gli amici
dalle altre persone: la capacità di condividere la tua felicità. Sapere che c'è chi ti dice che vuole vederti felice, sapere che c'è chi lo vuole davvero..
senza volere nulla in cambio senza cercare di modificarti, sapere che c'è chi ti dice che sei una
bimba che pesta i piedi ma, come si può starti lontano? E te lo dice col sorriso... Sapere che c'è ancora chi ti batte le nocche sulla testa e ti dice:
"se solo facessi vedere agli altri la Tiz che conosco io". Sapere che c'è chi pensa che tu sia speciale e non strana..beh, questa è una grande vittoria, la più grande di tutti.  
 
11月28日

SENZA MASCHERA

Sono furiosa...e non ci posso fare niente, il mio carattere è questo, si infiamma facilmente.
Detesto la supponenza delle persone, detesto il loro sapere tutto a priori, giusto un'occhiata all'involucro
per capirne il contenuto, la danza dell'ipocrisia volgare.
Adesso basta, pensate che le persone non abbiano un cuore solo perchè non lo danno in pasto gratuitamente all'umanità?
Ma cosa ne sapete voi di me? Cosa?
Sono forse inferiore alla massa solo perchè decido di non adattarmi alla politica del dolore e del sacrificio?
Detesto gli stereotipi nei quali tutti cercano di inquadrarti. Difendo le mie idee, quello che faccio, i piccoli vezzi che
fanno parte della mia anima, e lo faccio strenuamente a denti serrati..è così strano per voi?
 
Mi dicono che sono aggressiva, ma dove erano gli "amici" quando la mia eccessiva fragilità mi ha fatto crollare?
Spalle voltate, le mie lacrime erano fuori luogo, non era più la vecchia Tiz allegra e sorridente.
Bene, mai consiglio fu migliore. Sotterrata la fragilità e tirate su le maniche mi sono risollevata sola e nulla mi ha dato più soddisfazione.
E adesso? Di che mi si accusa? Di essere dura solo perchè seleziono a chi mostrare la mia parte morbida?
Non sono un kamikaze, non mi lancio nel baratro sapendo di avere il paracadute rotto.
Non rotolo tra i rovi solo perchè danno vita alle rose. Non fa per me.
 
I'm sorry il cuore di burro c'è, è genetico, ma non permetto a tutti di ammorbidirlo.
Non permetto che mi si mettano i piedi in testa, soprattutto se spinti dal niente più rozzo.
Non indosso maschere per piacere, ma solo una corazza per difendermi, c'è chi ha lanciato il secchio nel mio pozzo
buio e ne ha tirato su anni meravigliosi, spinto solo da un lungimirante: "Io so che tu non sei quel pezzo di ghiaccio che dici, io lo so e ti aspetterò".
C'è chi mi ha illuminato con un sorriso, c'è chi mi ha leccato le ferite con tanta disinteressata dolcezza.
C'è modo e modo di prendere le persone, la via del giudizio altolocato non è mai quella giusta. 
Io non sono una persona facile da gestire, ma chi lo è in fondo? Io non ho mezze misure, non ho diplomazia, se decido di dare
do il 100%, sennò neanche mi ci metto. Io mi faccio rubare l'anima nonostante non lo ammetta, io non sono persona
da 1000 parole, io sono capace solo dei fatti. Mi spiace, questa sono io, e non faccio mezzo passo verso chi non pensa io sia alla sua altezza.
L'ipocrisia e l'opportunismo li lascio ai cinici, a quelli che con le loro gambe non riescono a proseguire il percorso.
 
 
 
 
11月27日

lo psicanalista di me stessa

Un sorriso inaspettato, che esplode sul volto di una persona semi sconosciuta. Quegli occhi piccoli, che diventano fessure e brillano.
Un piccolo gesto d'altri tempi, una cortesia non richiesta ma così disarmante. Il cuore che divampa e non sai perchè.
Senti la paura bloccarti. Inspiegabilmente ti mancano le parole, proprio a te, che se la logorrea
non si chiamasse già così, porterebbe il tuo nome. Arriva qualcuno a salvarti, e scappi, non sai se lo vuoi davvero, ma cogli al volo l'occasione
e fuggi. Non vuoi sapere se il finale è quello sbagliato o meno: il tuo orgoglio già ti urla addosso che sei una stupida, la tua facciata dura
ti impone di non perderti in inutili "..ma se.." .  La testa ogni tanto vaga e ti incazzi, perchè è stupido, perchè è stato un attimo e
non ci si può perdere dietro gli istanti che sono concretamente insignificanti.
Al tuo interno 2 diverse correnti di pensiero si dibattono: la razionalità cerca di farti capire che i sogni ad occhi aperti non portano a nulla di buono,
la passionalità, invece, ti sussurra che, anche un solo secondo di imbarazzo infantile, può essere un'ancora di salvezza contro la dIsaffetività
a cui ti stai consapevolmente condannando.  Il bianco e il nero in lotta...vorresti solo il grigio, vorresti smettere di analizzare ogni tuo respiro.
Ma ancora non ne sei capace.
11月23日

AH! Quasi dimenticavo

E' UFFICIALE!!!!
VENE 7 DICEMBRE CONCERTO SUBSONICA FORUM ASSAGO!!!!
IO + LACLAU (non immagina in che guaio s'è cacciata) + L'ANDRE!!!!!!!!
 
DOMANI, CIOE' OGGI NEW CD!!!! WOOOOOOW

Finirà mai questo Novembre?!?

Nonche ci sia grande differenza tra un  mese o l'altro, però davvero, questo mese è un inferno!
Sono a casa, disoccupata, dal 1 Novembre e  mi sto davvero fracassando i maroni
e che questo dolore al basso ventre si ripercuote violentemente sulla stabilità della mia contorta psiche,
portandomi a macinare km e km di pensieri che non portano assolutamente da nessuna parte.
La mia condizione attuale, però, va controcorrente, perchè io sono una "disoccupata a tempo determinato",
ebbene il 3 Dicembre incomincerò a lavorare (nuova azienda,nuova mansione nuovi colleghi= ansia patologica),
e comunque vadano le cose sto facendo il conto alla rovescia. Anche perchè, cosa fa una donna iperattiva
costretta a stare in casa???? Si ammazza di palestra, ma quella di compensazione per le 12 ore passate a trangugiare
tutto ciò che sventuratamente le inciampa nel campo visivo.
Tra una pausa e l'altra (perchè fortunatamente gli attacchi di fame sono intermittenti) si attacca al pc,
ricercando qualsiasi cosa su internet o perfezionando il proprio blog o rompendo il cazzo alla gente che,
guarda un po' lavora. Già, il pacco della disoccupazione è che, oltre a farti perdere preziosi giorni della tua giovine esistenza,
non ti permette di condividere questo spreco con nessuno! Anche gli attacchi di shopping malefico
(perchè l'entrata dei liquidi è bloccata...ma l'uscita acciderba quanto è libera!!!), devi gestirteli da sola,  chiedendo alla tua amica
immaginaria come stai! E quando la commessa snobissima si avvicina pigliandoti per pazza, le indichi un mucchio di vestiti all'inizio
del negozio: "Vede, la mia amica è lì, ma ha fatto nono!! Quindi niente! Sarà per la prossima!" E la liquidi con aria anche un po' seccata:
 "Ah! non ci sono più le commesse di una volta!" e nel frattempo addocchi un bello spolverino, perchè si sa, non esistono più le mezze stagioni!
E via così i giorni si trascinano via, portandosi con sè la tua misera liquidazione
Davvero, mi sento di un'inutilità imbarazzante, anche perchè sono riuscita a capovolgere completamente i miei ritmi biologici:
la mattina nanna fino alle 11 e la sera occhi sbarrati.
E cosa succede quando hai gli occhi sbarrati? Il tuo inconscio si sente autorizzato a farti una visitina in veste di psicoterapeuta
e ti tira delle pezze che neanche Arlecchino!! Vi giuro che piuttosto che l'autoanalisi coatta preferirei pelar patate per gli isolani di Rai2!
Comunque, volente o nolente la mia freud in gonnella arriva puntualmente ogni notte, portandosi con sè una scia di pensieri non ben definita,
e a me tocca sbrogliarne la matassa, dare ad ognuno di essi un capo...e faticosamente una coda. Per arrivare alla solita conclusione: sono una frana nel darmi un senso.
 
VOGLIO INIZIARE A LAVORARE!!!!!!!! NON CE LA FACCIO PIU' A OZIARE!!! NOVEMBRE, FINISCI IN FRETTA TI PREGO!!
 
 
 
 
11月12日

Ecco perchè, un frammento di memoria

Ti amo. Due parole a segnare la linea che ci divide. Ti amo, vivo con un’altra, ma ti amo.
Tu stai con un altro, tu credi ancora che l’amore siano 2 carezze, 2 coccole, 2 parole gettate lì per farti sentire speciale: io sono un perfido e mi sono innamorato di te, del tuo candore, del rossore che ricopre le tue guance quando io mi avvicino, del rimorso che provi ogni qualvolta ti lasci impossessare del desiderio di me. Mi sfuggi, ma io voglio che tu sia mia, voglio impossessarmi del tuo cuore, voglio stringerlo tra le mie mani, voglio stritolarlo. Voglio ogni tua cellula, voglio che ogni tuo atomo mi appartenga, voglio respirare quella libertà, quell’ingenuità infantile che ancora rende liberi.

Mi sento strana, mi sento in colpa, non so più cosa voglio e chi sono. Credo di amare,  eppure ogni qualvolta lui mi si avvicina sento che qualcosa in me si è rotto. Siamo specchi, riflettiamo la nostra immagine di carne e nulla più, non possiamo scendere al di sotto di questa soglia fisica, non possiamo sfiorare i meccanismi della mente, tanto più regolare quelli del cuore: “ ho insistito, estorto il tuo numero, cerco di dormire ma tu ronzi nella mia testa, spero che a te vada meglio. Un bacio, purtroppo solo virtuale, per ora.  G.” . Un vortice di pensieri, emozioni: ma com’è possibile? Lui che vuole me? Proprio me? Avrà sbagliato..e il rimorso nasce, solo per le intenzioni.

Quegli occhi, grandi e profondi, quella volontà di combattere contro tutto e tutti. Vorrei essere parte di questo..solo minima, ma lo vorrei. Vorrei poterla stringere come non faccio più da tempo. Questo solo vorrei. Essere frazione di un suo sorriso, spunto di una sua battuta, mano che le porta dietro l’orecchio quel ciuffo ribelle. Questo solo. E non c’è motivo, ma questo solo vorrei essere.

“Sei bellissima” strabuzzo gli occhi. “S-scusa?” mi sorride, di quel sorriso unico: “ Sei bellissima, peccato che il tuo sorriso sia interrotto dalle sbarre. Mi sembri in prigione.”
“Basta che tu lo dica e io potrei liberarmi” non sono io a parlare, non è possibile. “Io voglio”
Giro la chiave nel senso opposto, riapro il cancello salgo in macchina. Incominciamo a parlare, il tepore della macchina non ha paragone alcuno, parliamo di lui, del suo noiosissimo lavoro, della sua famiglia, parliamo parliamo e sento le sue labbra sulle mie: “Ti avevo detto che avrei rimediato al virtuale” Lo guardo, intimorita, zitta, mi sento in colpa ho il peso del tradimento: “ Ti prego dimmi qualcosa, non volevo turbarti. Io mi sono innamorato. Di te, della tua voglia di vivere, della tua ostinazione. Scusa, non farei nulla potesse ferirti” Lo guardo, e lo bacio a mia volta. E andiamo avanti tutta la notte.
E poi la successiva e quella dopo ancora…3 anni che volano.

Ti amo..e tutto sfuma in ricordo. Ti amo..e sento il tuo profumo. Ti amo, le nostre serate sesso e sregolatezza. Ti amo, il profumo di crema al whiskey e brioche. Ti amo e fare l’amore in ogni luogo, sperando che nessuno ci scopra o che qualcuno lo faccia. Ti amo, la tua compagna che mi abbraccia e mi dice che siamo uguali. Ti amo, mille film iniziati e nessuno finito..ti amo, addormentarsi uno accanto all’altra e svegliarsi con la paura di aver oltrepassato il limite. Ti amo, perché sei andata via? Perché così lontana? Io senza di te sto male.  Ti amo, ritorno perché mi spezza il cuore stare senza di te. Ti amo: tu hai buttato tutto il tuo passato all’aria per un’altra, che io non conosco e tu neppure. Ti amo: e mi hai rubato l’illusione dell’amore. Ti amo: e il mio cuore è da buttare..ti amo: due parole che non hanno più un significato perché tu bastardo le hai rese aride.

La mia è una storia al contrario. Nasce da un addio. Io non amo i letti sfatti né la colazione insieme al mattino. Io non amo gli arrivederci, le promesse di convenienza. Sfuggo nella notte che mimetizza la mia coscienza. Io non dormo mai accanto a un uomo, io non gli permetto di fissare la mia fragilità. Io non ho più un cuore, io non lo voglio.  

11月4日

Passaggi di Vita

La vita è fatta di cicli. In ognuno di essi sono contenuti pensieri, emozioni persone circostanze e ambienti che alle volte sono terribili e vorresti solo dimenticare, altre volte invece ci stai così bene che vorresti soltanto potessero durare per sempre.
Ma cos’è in realtà questo “per sempre”?
E’ utopia, il per sempre è una maschera del nostro inconscio che ci permette di affrontare le incertezze del futuro, quando il futuro per te che hai 25 anni in realtà non c’è.
A volte, sei così perso nel nulla, che vorresti solo poterti lasciarti andare e lasciare che il sole sciolga quella maledetta ambizione e quella voglia di fare e imparare che ti costringe ancora a desiderare e sognare.
Alle volte tutte le parole che ancora vorresti dire, tutte le esperienze che ancora vorresti fare, speri ti si strozzino in gola e, invece, salgono fino alla testa e si incastrano lì chiedendo di essere vissute; mentre le lacrime sgorgano ed ognuna di esse porta dentro di sé un po’ della fiducia in te stesso: te la portano via, piano piano senza che tu opponga la minima resistenza.
In ogni cosa che fai metti l’anima, metti te stesso, metti un pizzico della tua individualità, del tuo essere speciale a modo tuo, eppure, ti pare sempre che questo non porti a nulla.Sbatti sempre la faccia contro una porta chiusa e, mentre disperato cerchi di aprirla, senti le voci degli immeritevoli che, al di là, fanno festa, ridendo chissà, magari proprio della tua faccia violacea e contusa per tutti pugni ricevuti.
Ecco, è allora che la tristezza muta in rabbia, maledetta rabbia che si mescola col tuo orgoglio e ti spinge a fare bene, sempre meglio, perché anche se gli altri non se ne accorgono perché chiusi nelle loro meschine corazze di banalità, tu lo sai che un senso ci deve essere. Ti guardi allo specchio e anche l’immagine che ti guarda al di là lo sa.
Sa che tu sei così e non cambierai, non ti accontenterai perché non fa parte di te. Sa che i cicli della vita si chiudono ma tu puoi affrontarli perché sei in grado, perché per te, per sempre non esiste. Chi si perde nel per sempre smette di crescere e di apprendere, smette di adeguarsi ai cambiamenti sociali e mentali e rimane ottuso. Il cambiamento spaventa perché spaventa la perdita dell’equilibrio che ci si crea. Ma più ancora del cambiamento spaventa il viaggio attraverso il limbo del non essere, che collega i passaggi di vita. Chiudi questo ciclo aspettando che si apra il prossimo, che magari sarà meno piacevole, ma comunque necessario. Lo affronterai, facendo tesoro delle esperienze, degli incontri, dei sentimenti e delle nozioni che hai accolto e fatto tuoi, durante il precedente.
Sa che quello che sei oggi, è il risultato di quello che hai affrontato e superato ieri e così sarà ancora e ancora.
Hai paura di non riuscire a realizzare quello che hai nella testa, di non riuscire a imboccare la tua via. Il terrore di una vita inutile toglie quasi la voglia di provare ad andare avanti diventa paralisi, poi apnea e se gli permetti di permearti, sarà come lasciarsi lobotomizzare.

Ti prego, alza gli occhi, lo vedi?
Il cielo è un tappeto di nuvole, che si inarcano per intrecciarsi con il fuoco della luce donata dal sole al tramonto. Voglio fermare questa immagine nella mia testa, voglio conservare questo spicchio di immensità, perché adesso di fronte a questo miracolo della natura mi chiedo:
“Ma come si può non amare la vita?”